Sheryl e Darren, un romanzo rock di Gabriele Ludovici

By - Redazione
17 aprile 2018
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Sheryl e Darren è il primo romanzo dello scrittore esordiente Gabriele Ludovici.

Un vero e proprio romanzo rock, un’opera prima gustosa.

Darren Loeser è un ex cantante di mezza età che, al termine del giro sulla giostra dello show-business, si è ridotto a vivere in solitudine a causa della scomparsa dei membri della sua rock band. Sheryl Gillespie, invece, è una ragazzina incapace di trovare una propria dimensione, disorientata dalla superficialità dell’ambiente scolastico e familiare.

Una chiacchierata con l’autore ci aiuterà a capire di più.

Come nasce questo libro? Dalla tua passione per le storie di musica?

Sì, in particolare le biografie degli artisti e le storie legate alle band. Mi è sempre piaciuto documentarmi su cantanti e musicisti, non solo famosi. Conoscere le loro vite aiuta ad apprezzare maggiormente il loro lavoro e a interpretare l’ambiente in cui si sono mossi. Nel libro, in particolare, si parla di Darren, una rockstar di poco talento ma investita da un breve ed effimero successo che lo ha condotto poi alla solitudine; è un caso estremo che sintetizza le ombre dell’industria musicale. Spesso il mondo dei mass media e il pubblico si soffermano solo sulle disgrazie, in maniera anche morbosa, dimenticando che dietro l’artista c’è una persona.

Secondo te le rockstar del passato quanto vivono ancora nell’immaginario degli adolescenti di oggi?

Molto nell’immaginario dei giovani rocker, inevitabilmente affascinati dalle leggende del passato; un po’ meno in quello dell’ascoltatore medio, che oggi si trova di fronte a una scelta sterminata. Il rock non è più l’unico genere musicale a monopolizzare l’attenzione dei giovani e le icone generazionali si sono moltiplicate. In ogni caso, con la musica gli adolescenti cercano di costruire una parte importante della propria identità e per questo ci troveremo sempre di fronte a un rinnovamento. Malgrado ciò i miti del rock, avendo radici assai profonde, avranno ancora una grande influenza: non credo che tra cinquant’anni non sentiremo più parlare di David Bowie o Kurt Cobain.

La tua storia è leggera ma al contempo fa pensare. Potrebbe essere definito un romanzo di formazione adolescenziale, anche se il protagonista è un cinquantenne?

Certo, nel romanzo si ripercorrono due esistenze: quella di Darren, che di strada ne ha macinata parecchia, e quella di Sheryl, che ancora va a scuola. Ma Darren è un cinquantenne che in realtà non ha raggiunto la maturità, rinchiuso nella campana di vetro del successo, e appare adolescente quanto la ragazza…

Quanto è importante creare dei luoghi immaginari ma verosimili per creare una storia?

Molto. Avrei potuto ambientarlo in Italia ma non sarebbe risultato realistico, in quanto poche rock band del nostro paese vantano un successo planetario. La scelta di creare una città inglese immaginaria mi ha permesso di avere a disposizione uno spazio credibile e, allo stesso tempo, plasmabile per le esigenze della trama. La città di Noworth – letteralmente “non ne vale la pena” – è però in primis una metafora del “fuori luogo”, un posto dove i protagonisti non si trovano affatto bene.

Hai previsto un sequel per il tuo libro? Il finale a sorpresa lascia degli spazi aperti a tal proposito

Previsto no, ma… ci potrebbe stare! Ora sto assorbendo le impressioni sul libro, poi deciderò se creare qualcosa di nuovo con Sheryl e Darren. Mi sono affezionato a loro e non vorrei “lasciarli così”.

Come stai promuovendo il tuo libro? Come sono le prime recensioni da parte del tuo pubblico?

Positive, mi ha fatto piacere che sia stato apprezzato da coloro che vivono di musica o che comunque hanno la passione per le sette note. Si tratta però di una storia rivolta a tutti, per questo cerco di capire dai pareri di ogni lettore cosa è piaciuto e cosa no. A livello promozionale sto organizzando delle presentazioni e cercando di coinvolgere più persone possibili per diffondere il libro. Siamo nell’epoca del web ma il passaparola conta ancora moltissimo!

Note sull’autore

Gabriele Ludovici è nato a Roma. Dopo aver conseguito la laurea triennale in scienze e tecnologie della comunicazione, nel 2011 si è trasferito a Viterbo. Tra i vari lavori ha collaborato con delle testate locali e contribuito, sia come redattore che come socio, alla realizzazione del mensile Decarta. Tra il 2015 e il 2016 ha vissuto in Finlandia, paese al quale è molto legato, per poi ritornare nella Tuscia. Attivo da circa dieci anni come rapper e cantante, nel 2016 assieme al chitarrista Jacopo Cecchini ha dato vita a un progetto musicale di inediti rock, i Manta, che ora conta cinque elementi. Attualmente lavora come editor.

Il libro è pubblicato da AUGH! Edizioni che è un marchio del Gruppo Alter Ego.

La foto in home page è di Fabrizio Trapuzzano.

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