Luni sul Mignone Escursione in Etruria

Quando si pensa alle antiche civiltà che hanno dominato in Italia lasciando come lascito un impressionante patrimonio storico e artistico la mente corre subito ai romani: ma prima dell’espansione dell’Urbe c’erano gli etruschi che costruivano antiche città, che diffondevano conoscenze, arti e costumi. La loro terra era l’Etruria o Tuscia e si estendeva tra i fiumi Tevere e Arno, occupando l’Alto Lazio e parte dell’Umbria e della Toscana. Nella Tuscia laziale gli etruschi hanno lasciato evidenti tracce del loro dominio e le Necropoli di Tarquinia e di Cerveteri ne sono una dimostrazione tra le più importanti. Ci sono poi siti archeologici etruschi meno noti ma non meno importanti e tra questi c’è l’area di Luni sul Mignone, a circa 10km dall’antico borgo di Blera e a 5km dall’antico centro etrusco di San Giovenale.

Contents

Il pianoro di Luni sul Mignone

Nonostante Luni sul Mignone sia un sito principalmente etrusco, è possibile scorgere costruzioni di epoche anche più antiche o più “recenti”: questo luogo silente e avvolto dalla fitta vegetazione è stato invero abitato sin dall’epoca medioevale.
Le vestigia sorgono su un vasto pianoro di tufo chiamato appunto Luni, lambito dalle acque dei fiumi Canino, Vesca e soprattutto Mignone. Nonostante la sua fama non sia paragonabile a quella del Tevere o del Nilo, in passato il Mignone ha assunto per gli abitanti della zona un ruolo fondamentale. Non è stato solo un confine tra popoli in lotta tra loro, ma anche uno strumento utile nei commerci e negli scambi culturali: non stupisce dunque che gli etruschi, ma non solo loro, si siano stanziati in questo luogo. Gli stessi abitanti dell’età del Bronzo si stabilirono su questo pianoro, attirati anche dalla morfologia del territorio: essi preferivano fermarsi sulle castelline, ossia piccoli promontori tufacei nati dalle passate attività vulcaniche facilmente difendibili. L’altopiano di Luni, sito proprio a ridosso dei Monti della Tolfa, era dunque perfetto per stabilire una fiorente comunità, quasi come se fosse un’acropoli: nonostante oggi non restino altro che vestigia, la vista sulla valle del Biedano, sui Monti Cimini e su quelli Sabatini è rimasta sempre la stessa, semplicemente spettacolare.

Escursione a Luni sul Mignone

Per scoprire i segreti del sito archeologico di Luni sul Mignone si può partire dalla stazione abbandonata di Civitella Cesi, dando così il via a una sorta di safari in un ambiente naturalistico incontaminato e a tratti davvero eremitico. Si cammina lungo il vecchio tracciato di una linea ferroviaria costruita nell’800 che collegava Civitavecchia con Capranica e Orte: questi binari furono utilizzati anche dai minatori del Monte Tolfa e, dopo essere stati modificati durante la Seconda Guerra Mondiale, sono stati abbandonati a causa di una disastrosa frana nel 1961.
L’escursione prosegue superando vecchie gallerie dall’aspetto un po’ sinistro fino a raggiungere uno sperone roccioso, sito al cospetto di un ponte in ferro che solca il fiume Mignone e considerato una pregevole opera di archeologia industriale. Un’ultima salita porta al pianoro di Luni sul Mignone e tutto ciò che oggi i visitatori possono ammirare lo si deve a Gustavo VI Adolfo di Svezia che avviò gli scavi negli anni 60.
La fama di Luni sul Mignone era in effetti notevole, legata soprattutto alla presenza degli etruschi tra il l’VIII e il V a.C.: si pensa addirittura che questa città non fosse altro che Contenebra, la città che nel 338 a.C. assieme a Cortuosa (presumibilmente la vicina città etrusca di San Giovenale) oppose una strenua, seppure inutile, resistenza all’avanzata romana.

Cosa vedere a Luni sul Mignone

Visitando l’area archeologica si scorgono soprattutto i perimetri di antiche capanne, un tempo in tufo con tetto ligneo, usate probabilmente dagli etruschi (in particolare i loro progenitori villanoviani) come luoghi di culto: in uno di questi capanni nacque anche una chiesetta cristiana con relative tombe nel territorio circostante.
Molti resti presenti a Luni sul Mignone appartengono a epoche più antiche (tra il XIV e l’XI a.C.) come ad esempio le cosiddette long houses, case scavate nella pietra tufacea e lunghe circa 4mt: si pensa che le antiche tribù dell’età del bronzo abitassero in queste costruzioni, svolgendovi anche riti religiosi. All’interno delle long house sono stati rinvenuti frammenti ossei di animali probabilmente sacrificati, cocci di vasi, punte di frecce, attrezzi utilizzati per la lavorazione dei campi e persino resti di cereali.
Il rinvenimento poi di ceramiche tipicamente micenee, risalenti al XIII a.C., dimostrano poi i commerci che venivano praticati con territori vicini come la stessa Italia meridionale dove si presume siano stati fabbricati questi manufatti.
Tra i resti più recenti ci sono quelli di una piccola chiesetta e di un castello medioevale, eretti intorno al ‘500.

Cosa vedere poco lontano da Luni sul Mignone

Un’escursione a Luni sul Mignone non può non comprendere una visita alla Fonte Etrusca, ossia un fontanile raggiungibile scendendo dal pianoro di Luni, e alla Grotta della Meridiana sul Monte Fornicchio. Entrando in questa cavità a emiciclo si notano sul pavimento delle linee incise sul piacimento roccioso che sembrano dividere delle caselle. Alzando la testa si nota un foro ed è proprio tramite questo oculo che la luce del sole penetrava nella grotta illuminando una determinata casella. Al mutare delle stagioni si illuminava uno spazio diverso corrispondente a un determinato periodo dell’anno, come ad esempio l’equinozio d’autunno e quello della primavera.
Chi poi vuole approfondire la propria conoscenza della civiltà etrusca potrà raggiungere le vicine rovine di San Giovenale site nel cuore del Parco Regionale Suburbano di Marturanum e le Necropoli di Norchia, costruite lungo l’antica Via Clodia a due passi dall’attuale borgo di Blera, sita su uno sperone tufaceo affacciato sul torrente Biedano.

Comments

comments