Vendere un libro: intervista sul Marketing Editoriale

Vuoi sapere come Pubblicare, Promuovere e Vendere un Libro?

Rodolfo Monacelli è il fondatore di Vendere Un Libro il primo blog sulle strategie di marketing editoriale per gli autori che vogliano fare apprezzare e conoscere le proprie opere ad un pubblico sempre più vasto.

Rodolfo ci ha concesso questa interessante e ricca intervista sull’evoluzione del mercato, su cosa serve fin da subito per vendere il proprio libro e sui servizi che offre ai suoi clienti.

Un’intervista ad uno degli internet marketer che stanno emergendo negli ultimi anni, non solo per gli autori in erba ma anche per gli imprenditori che vogliono utilizzare le strategie più avanzate di content marketing

Rodolfo, parlaci del tuo percorso e di come sei diventato uno dei più importanti consulenti di web marketing editoriale in Italia

 Il mio percorso parte dall’amore per i libri e la cultura con il pensiero (che ancora persiste) che i libri avrebbero potuto cambiare il mondo.

Per questo mi sono laureato in Lettere e Filosofia e ho iniziato a lavorare in piccole case editrici romane. Ho poi iniziato a collaborare con le più importanti case editrici italiane (tra cui Mondadori) dove inizialmente all’interno dell’Ufficio Stampa, per poi essere trasferito nel settore dei Social Media.

Questo passaggio mi ha cambiato il mondo e mi ha fatto capire come il Web possa essere uno strumento essenziale per la promozione dei libri in Italia: un Paese in cui notoriamente la promozione del libro non è sentita come un’esigenza.

Mi sono poi specializzato nel settore del Copywriting (la scrittura per la vendita), delle strategie per i lanci di un libro e molto altro… fino a quando non è arrivata la crisi economica. La crisi economica ha pesato anche per il mio lavoro, perché le case editrici con cui collaboravo hanno scelto di “tagliare” il settore della comunicazione e del marketing.

Mi sono trovato così di fronte a un bivio e ho scelto di mettere a frutto le mie competenze, diventando un lavoratore autonomo e aiutando direttamente gli scrittori (sia quelli con casa editrice che quelli che pubblicano il loro libro con il Self Publishing) a promuovere il loro libro sul Web.

 

Si dice sempre che in Italia ci siano più scrittori che lettori, è vero che i mercati editoriali sono saturi oppure è una leggenda metropolitana?

 Sono, a mio parere, due discorsi diversi. In Italia ci sono più scrittori che lettori? Sì. I mercati editoriali sono saturi? Dipende…

Mi spiego meglio. In Italia si legge molto poco, ma non perché gli italiani siano geneticamente refrattari alla lettura. Si legge poco soprattutto perché il libro viene comunicato nella maniera sbagliata.

I libri in Italia sono comunicati o come un oggetto sacro, inavvicinabile, e che spaventa la maggior parte dei lettori, che pensano che leggere sia qualcosa di difficile, complicato, noioso.

O, all’esatto opposto, i libri che vengono promossi in televisione sono soltanto quelli del nuovo vip, della starlette televisiva, o del politico di turno.

I libri, invece, dovrebbero essere comunicati come uno strumento per avere intrattenimento, divertimento, per insegnarti qualcosa, per risolvere un esigenza. E da questo punto di vista il Web può essere uno strumento eccezionale per farlo.

Ultimamente si nota questo meccanismo nel mercato. Pagina Facebook che macina migliaia di like nel tempo e dopo un po’ di tempo nasce il libro dato in pasto agli spettatori. Credi che questo fenomeno diventerà la prassi in futuro? O c’è spazio ancora per il prodotto editoriale “puro”?

Questa modalità, introdotta ultimamente da Marco Montemagno, ha avuto molto successo (è arrivato, infatti, in cima alle classifiche di Amazon già prima di essere disponibile alla vendita). Come sempre succede in questi casi, però, non deve essere fatto di un caso una regola. Il successo del libro di Marco Montemagno dipende, innanzitutto, dal successo della sua pagina Facebook (quasi 700.000 iscritti) e il fatto che da oltre un anno pubblica un video, di qualità e di valore, da oltre un anno.

Vi è poi il fatto che il pubblico di Monty è molto variegato: chi segue Montemagno, infatti, sono tutti liberi professionisti e imprenditori e chiunque voglia aprire in autonomia una propria attività.

Per chi è uno scrittore esordiente, al di là dell’argomento di cui parla nel suo libro, io consiglio una modalità diversa: creare un “Funnel” che integri blog, social media ed email marketing.

Per quanto riguarda il “prodotto editoriale puro”, non so sinceramente che cosa voglia dire. Se parli di un prodotto di qualità, certo che c’è spazio, ma questo non ha  nulla a che vedere con la promozione e il marketing. Anzi, direi che più il prodotto è di qualità e più il marketing sarà semplice.

 

Quanto è importante per un autore promuovere il proprio libro sia online attraverso il web che offline attraverso le presentazioni? Non credi che sia ormai una strada obbligata?

È essenziale. Attraverso la promozione online, l’autore deve diffondere i propri contenuti, farsi conoscere, e creare una prima relazione con il potenziale lettore.

Con le presentazioni, invece, l’autore si fa vedere e crea una relazione ancora più forte con chi apprezza i tuoi contenuti.

Voglio però fare un piccolo accenno alle presentazioni. Le presentazioni per essere efficaci non devono più essere realizzate come oggi. Non se ne può veramente più di quelle presentazioni in cui vedi l’autore davanti al suo libro parlare di quanto è bello, interessante… Diventa in questo modo una riunione tra poche persone e nulla di più e non modificherà certamente il successo di un libro.

Altra cosa sarebbe la presentazione di un libro all’interno di un evento. Un’idea potrebbe essere chiamare persone note in relazione all’argomento del libro o un intermezzo teatrale o musicale prima o dopo la presentazione. Un esperimento interessante da questo punto di vista è stato fatto con il “Teatro in Libreria” qualche anno fa.Consiglio, poi, sempre di raccogliere le email di chi è presente alla presentazione, magari in cambio di un omaggio.

 

Molti marketer e formatori vendite negli ultimi tempi consigliano anche agli imprenditori di scrivere libri sul mondo del loro business, come strumento di generazione di contatti commerciali. È una evoluzione definitiva del blog aziendale  oppure una moda passeggera?

 No, non è una moda passeggera. Anzi, a mio parere, negli ultimi tempi continuerà con sempre maggiore successo. A patto, però, che siano libri veri (e non “marchette” in cui si dice quanto si è bravi), che aiutino veramente chi legge a risolvere un problema specifico. Negli ultimi tempi ho letto molti libri di questo tipo.

E insieme a libri di altissima qualità, ve ne sono però altri scritti male, impaginati peggio e che non danno nessun reale valore o aiuto ai lettori. Perché dovrebbero continuare a seguirti? Che senso ha? È un po’ come, in ambito web marketing, si creano delle Optin Page con un omaggio (un report, una checklist, un video) in cambio dell’email dell’utente. Se il prodotto gratuito è di scarso valore, realizzato senza nessun reale valore, realizzato soltanto come un “esca” per raccogliere l’email dell’utente, perché poi ti dovrebbe continuare a seguire?

Quindi, è un ottimo strumento, ma deve essere realizzato con impegno e con l’intento di dare un reale aiuto a chi acquisterà il libro.

Non lo considero però “un’evoluzione definitiva del blog aziendale”, ma le due cose devono essere integrate e unite. Con il blog il tuo potenziale cliente inizia a conoscerti, a capire di che cosa ti occupi. Con il libro, invece, inizia a entrare in relazione con te e per la prima volta spende i suoi soldi per avere aiuto da te.

È possibile, secondo te, per un autore aver successo con il self publishing? Le case editrici non sono comunque sinonimo di autorevolezza agli occhi di un possibile acquirente?

 È possibile. A patto che l’autore non pensi che pubblicare un libro con il Self Publishing voglia dire scrivere il proprio libro, pubblicarlo e il lavoro sia finito. L’autore deve, invece, capire che con il Self Publishing deve diventare editore di sé stesso. Quindi, dovrà occuparsi in prima persone dell’editing, dell’impaginazione, della copertina, della correzione di bozze, del marketing. O, meglio, affidarsi a dei professionisti che possano svolgere questi lavori.

Insomma un Self Publishing “all’americana” che ha partorito casi di successo come quelli di John Locke, Hugh Howey, Amanda Hocking, e molti altri. Per fortuna, anche in Italia ci stiamo arrivando (vi è il caso di Anna Premoli, la vincitrice del Premio Bancarella nel 2013, che ha iniziato con il Self Publishing).

Personalmente ai miei clienti che si rivolgono a me, se sono scrittori esordienti, consiglio sempre di iniziare con il Self Publishing, e crearsi un pubblico e una comunità di lettori. In questo modo saranno più “appetibili” per le case editrici che potrebbero decidere di investire e puntare su di loro, sapendo che vi sono persone che già li apprezzano.

Se un autore volesse contattarti, quali servizi gli offri? Hai casi di successo di tuoi clienti che potresti mostrargli?

Se un autore o uno scrittore vuole contattarmi può visitare il mio sito (https://vendereunlibro.com). Da lì potrà trovare il modulo contatti dove scrivermi alla mia mail, vedere i servizi che offro, guardare le interviste che ho realizzato e leggere i miei articoli. I servizi che offro sono servizi di Web Marketing e Marketing Editoriale: dalla gestione dei Social Media, alla pubblicità con Facebook Ads (in collaborazione con Emanuele Properzi), al copyrighting per lettere di vendita e Optin Page, all’Email Marketing.

Insieme ad alcuni miei infoprodotti per imparare da soli a promuovere il proprio libro online.

I casi di successo di cui ti voglio parlare sono gli ultimi due: quelli di Luigi Plos e di Massimiliano Perra.

Luigi, con un minimo investimento e con solo alcune delle strategie che gli ho insegnato, è diventato Autore Bestseller su Amazon nella categoria “Tracking” (dopo mesi dall’uscita del suo libro, anche attualmente è al numero 12 di questa speciale categoria).

L’altro caso di cui ti voglio parlare è quello di Massimiliano Perra che con il suo libro sull’EFT (“Mi Amo e mi Accetto”) per cui, insieme a Emanuele Properzi, ho gestito una campagna pubblicitaria su Facebook Ads.

E il suo libro, pubblicato con il Self Publishing, non soltanto è arrivato ai primi posti della sua categoria su Amazon (attualmente è al numero 8 della categoria “Ansia e fobie” su Amazon), ma è stato anche tradotto in inglese.

 

 

Comments

comments