Tè nero o verde: buono per salute e palato

22 marzo 2017
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Tè nero, verde e tante altre miscele. Ogni anno si sorseggiano nel mondo centinaia di miliardi di tazze di tè, la bevanda più consumata dopo l’acqua. Anche se irlandesi, inglesi, giapponesi ed australiani rappresentano i maggiori fruitori, anche in Italia il consumo del tè è aumentato, ovviamente dietro quello del caffè. Questo in base alle proprietà salutistiche che gli vengono attribuite.

I vari tipi di tè – Innumerevoli le tipologie di tè che possiamo trovare in commercio sugli scaffali di un centro commerciale, nei bar o sale da tè. L’unico tè vero però è quello che si ottiene dalla pianta Camellia sinensis. I vari tè alle erbe aromatiche o ai frutti non sono effettivamente tè perché derivano da altre piante.
Nero e verde sono le qualità più diffuse dalle quali si ottengono poi le varie miscele. La differenza tra i due è che il nero subisce una fermantazione dalla quale ne consegue colore e sapore mentre il tè verde non è fermentato ed avrà un colore chiaro ed una aroma meno intenso.

Gli effettti salutistici del tè – Sono collegati maggiormente alla parola ‘polifenoli’, sostanze ad azione antiossidante e protettiva. Sembra che il tè sia quello verde che quello nero facciano bene al colesterolo, sulla pressione sanguigna e diminuiscono il rischio d’infarto. Nel tè è contenuta anche la teanina che favorisce il rilassamente ed il benesse mentale e la teofillina che incide sul sistema nervoso.

Tè o caffè – Chi pensa che la teina sia differente dalla caffeina si sbaglia di grosso. In realtà parliamo della stessa molecola presente in tutte e due le bevande che stimola il sistema nervoso. In virtù del suo contenuto di caffeina, molti preferiscono assumere il tè deteinato. Ricerche europee hanno indicato la quantità di tè che può essere assunto in fase giornalieri: fino ad 8 tazze negli adulti, 4 nelle donne in gravidanza e mezza tazza nei bambini.

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