Pedofilia nel calcio giovanile: ai domiciliari un allenatore a Torino

21 marzo 2017
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Ancora una brutta storia che arriva dal mondo del calcio. Questa volta siamo in provincia di Torino e protagonista è una scuola calcio piemontese dove emerge una storia di prostituzione che lascia tutti a bocca aperte.
Ieri è scattato il fermo da parte della Polizia Postale torinese per un 20enne allenatore di calcio, ora ai domiciliari e il collega 50enne che grazie a lui collezionava materiale pedopornografico.
Il giovane in particolare è accusato di aver chiesto prestazioni sessuali ai giovani giocatori in cambio di un ruolo da titolare in squadra.

A far scattare la denuncia è stato un genitore di un ragazzo 16enne col pallino di diventare calciatore. L’allenatore lo aveva invitato a dormire a casa sua dopo gli allenamenti alla vigilia di un importante partita e in quell’occasione aveva tentato un primo approccio. I successivi accertamenti hanno consentito agli inquirenti di verificare che l’allenatore, dopo essersi procurato la fiducia dei giovani calciatori, interagiva in chat con loro per sedurli con la promessa di un ruolo da titolare in squadra o di altri favori personali.
Una quindicina le vittime accertate che hanno confermato le indagini della polizia.
Per il 20enne sono scattati gli arresti domiciliari con l’impossibilità di utilizzare qualunque strumento informatico che gli permetta di comunicare con l’esterno.

Un altro episodio che sposta dunque l’attenzione sulla pedofilia e sui problemi di una società che intaccano sempre più anche il mondo dello sport spesso visto, soprattutto a livello giovanile, come simbolo di purezza, divertimento ed integrazione sociale.

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