Mutuo a tasso fisso o variabile. Quale la scelta migliore?

20 marzo 2017
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Mutuo fisso o variabile? Il solito dubbio. Una scelta che prima dell’acquisto di una casa va ponderata bene.

Mutuo a tasso fisso o variabile: la differenza
La restituzione di un mutuo acceso per l’acquisto di un immobile può essere fatta a un tasso d’interesse variabile o a tasso d’interesse fisso (costante per tutta la durata del contratto). Nel caso di mutuo a tasso variabile, tuttavia, si deve prestare attenzione anche allo spread, il ricarico percentuale applicato dalla banca sul tasso di riferimento. Un mutuo a tasso variabile verrà perciò rimborsato ad un tasso stabilito con il criterio Euribor + spread dove l’Euribor (tasso, rilevato giornalmente, a cui la banca può comprare valuta, o anche venderla se ne dispone in eccesso) costituisce la componente variabile del tasso, mentre lo spread quella fissa, che resterà invariata per tutta la durata del mutuo.

Fisso o variale: quale è la scelta migliore?
Non è possibile dire in assoluto quale dei due sia preferibile, perché la scelta dipende da fattori diversi che ognuno valuta in base alle proprie preferenze e alla propria situazione. Quando è possibile ottenere mutui ad un tasso fisso con un valore assoluto contenuto bisogna approfittarne. Un mutuo al tasso del 3% fisso non sarà mai una delusione. Il risparmio con la scelta del tasso variabile si assottiglia, mentre i rischi di innalzamento sono tutti presenti. Al contrario, se la proposta a tasso fisso eccede il 4-5%, diventa più interessante il mutuo a tasso variabile. Con buona probabilità esso resterà al di sotto della proposta a tasso fisso per la maggior parte del tempo.

Pro e contro del mutuo a tasso fisso
Chi vuole dormire sonni tranquilli sceglierà un mutuo a tasso fisso che seppur comporta un costo maggiore quantomeno non lascia sorprese in futuro. Chi possiede un lavoro a reddito fisso deve sapere a quanto ammontano le rate future che non dovrebbero mai superare un terzo di quanto guadagna. E’ vero che in questo periodo di magra ci sono tassi variabili prossimi allo zero ma le banche puntano sul tasso fisso e sul bisogno di certezza dei lavoratori per aumentare i propri introiti.

Pro e contro del mutuo a tasso variabile
Se i mutui a tasso fisso non fossero abbastanza convenienti si potrebbe pensare di approfittare di quelli più bassi ma a tasso variabile. Per alcuni anni il rimborso della somma ricevuta presenterà delle condizioni di favore, il capitale da restituire sarà meno alto ma quanto durerà questo vantaggio? Quale potrebbe essere lo scenario peggiore? E se il tasso variabile del tuo mutuo superasse dopo qualche anno il 5%? Se anche nelle condizioni peggiori la rata del mutuo non superasse un terzo dello stipendio allora il rischio si potrebbe veramente correre altrimenti nell’incertezza meglio affidarsi al tasso fisso. Anche perché c’è anche la possibilità di proteggersi da brutte sorprese con il ‘tasso massimo’.

Il ‘tasso massimo’ contro le brutte sorprese
Tra i contratti di mutuo esistono soluzioni studiate per coniugare la convenienza del tasso variabile con la stabilità del tasso o della rata. E’ possibile acquistare un assicurazione che paghi la spesa in eccedenza qualora i tassi superino una soglia predeterminata.  Il costo della copertura viene solitamente integrato nel tasso del finanziamento, che pertanto aumenterà. In genere l’incremento si attesta tra lo 0,50% e lo 0,75%.  Il tasso massimo viene fissato due o tre punti più in alto di quello in vigore.

Importo del mutuo da richiedere
E’ sempre consigliato richiedere una cifra superiore rispetto a quella che serve per coprire l’acquisto dell’immobile. Questo perché il mutuo, anche se più lungo ed impegnativo, è il prestito con costi meno gravosi e meno sensibile alle differenze d’importo. Esempio pratico: se per saldare l’immobile ottengo dalle banche 100mila euro ad un tasso del 4,5% e dopo un anno ho la necessità di un altro prestito intorno ai 15mila euro sarò costretto di rivolgermi ad una finanziaria (acquisto automobile o altro) che mi imporrà un tasso del 9%. A questo punto la spesa mensile delle due rate sommate sarà superiore a quella che invece avrei pagato con un mutuo più alto ma con un tasso più basso rispetto ad una finanziaria.

Calcolare rata-tasso del mutuo e piano di ammortamento
Per capire se il rischio del tasso variabile può essere corso o meno esistono su internet dei piccoli programmi che offrono i calcolo della rata del mutuo e relativo piano di ammortamento. Sistemi che quindi calcolano sia la rata che la variazione del tasso offrendoti la divisione perfetta della ripartizione del capitale con gli interessi del rimborso.

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