In Dubious Battle in uscita a settembre

By - Antonio
24 luglio 2017
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In Dubious Battle è probabilmente l’opera più significativa di James Franco, in qualità di regista. Il poliedrico artista statunitense è infatti arrivato ormai a ben dodici film diretti, con risultati abbastanza alterni, ma comunque in grado di richiamare l’attenzione della critica specializzata. Ancora una volta Franco ha deciso di esplorare i classici della letteratura statunitense, come aveva fatto con William Faulkner, in questo caso traendo ispirazione da un romanzo non molto noto di John Steinbeck, La battaglia, riproponendo così un tema sempre molto presente nel cinema a stelle e strisce, ovvero quello della Grande Depressione.

La trama del film

La narrazione è ambientata nel 1933 e parte dalla decisione di un proprietario terriero che decide arbitrariamente di dimezzare la paga concordata in precedenza coi lavoratori adibiti alla raccolta di mele nel suo terreno. Una decisione che potrebbe rendere impossibile la vita ai raccoglitori, molti dei quali hanno speso tutto quello che avevano per raggiungere il luogo.
Di fronte a questa pretesa apparentemente assurda, gli attivisti del Partito Comunista vedono la concreta possibilità di allargare la loro influenza promuovendo una protesta di carattere sindacale. Il loro tentativo di spingere gli addetti alla raccolta delle mele in California a dare vita ad uno sciopero trova quindi terreno fertile, rendendo il tutto un’evento di ampia portata, tale da preludere all’avvio della lotta di classe sul territorio dell’Unione. A spingere in particolare per questa soluzione è Mac McLeod, attivista politico che vorrebbe fare della lotta in corso la piattaforma per una lotta senza quartiere. Proprio lui si rivela ben presto pronto a tutto pur di realizzare i propri personali fini, arrivando tra l’altro a danneggiare una scala di legno utilizzata dai raccoglitori al fine di provocare il casus belli.
Il contraltare di Mac sono non solo i proprietari terrieri, che si rifiutano di aderire alle richieste di miglioramenti salariali dei lavoratori, ma anche Jim Nolan, (interpretato da Nat Wolff), attivista dotato invece di quell’empatia e idealismo che mancano del tutto al suo collega.
Alla fine i raccoglitori si troveranno in pratica a svolgere un ruolo minore nel conflitto tra lo stesso Mac e i proprietari, rivelandosi nulla più che una semplice rotella di un ingranaggio in cui sono destinati ad essere schiacciati.

Un grande cast

A dare una marcia in più alla pellicola diretta da James Franco è l’ottimo cast, in cui spicca proprio Nat Wolff, capace di dare al suo personaggio i tratti necessari per farne un elemento essenziale nel dipanarsi della trama. Perennemente combattuto tra le pulsioni idealistiche e la voglia di vivere una vita tranquilla, il suo personaggio caratterizza in particolare la seconda parte del film, anche per effetto della storia d’amore intrecciata con la ragazza madre interpretata da Selena Gomez.
Oltre a lui vanno però ricordati alcuni mostri sacri della scena attoriale statunitense, come Vincent D’Onofrio, Ed Harris, Robert Duvall e Bryan Cranston, tutti capaci di caratterizzare al meglio i personaggi a loro affidati e, soprattutto, restituire le atmosfere spesso violente che caratterizzarono le campagne degli Stati Uniti nel corso degli anni successivi al primo conflitto mondiale.


 

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