Il discorso di Trump al congresso

By - Antonio
2 marzo 2017
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Oggi c’è stato il primo discorso di Donald Trump al congresso degli Stati Uniti, rimarrà sicuramente uno discorsi più celebrati della storia americana, solo dopo 40 giorni dopo dal suo insediamento, Trump parla al congresso. Un discorso serio dove annuncia le principali linee guida della sua agenda politica, dirompente il suo modo di dialogare, stupisce gli americani su quelle che saranno le prospettive della nuova America.

I pronostici su Trump erano negativi, ma ha ribaltato il giudizio che i media avevano sulla sua performance, un nuovo presidente che si appella a quello che è un nuovo capitolo di grandezza americana.

Ma quali sono i punti principali e cruciali del suo discorso e soprattutto che cosa c’è dietro ad alcune affermazioni, ma prima di tutto vediamo cosa dicono i giornali in questo momento, la borsa americana ha raggiunto un nuovo record, oltrepassando la soglia dei 21000 punti, un traguardo assoluto, + 302 punti rispetto a ieri, tutto grazie al discorso di Trump, positivo  e soprattutto molto diverso da quello che si aspettavano critici ed analisti.

Sul New York Times Trump viene immortalato con il dito puntato contro il congresso, basta con discussioni e litigii, un vero appello all’unità del paese attualmente spaccato e frammentato, uno stato che deve ritrovare la sua anima, quello che Trump definisce essere l’ombrello di una nuova grandezza.Continua l’articolo con un’interessante e divertente dietro le quinte di come Trump sia arrivato al suo discordo finale, su cosa ci si aspettava e che cosa si temeva. La preoccupazione maggiore era che il presidente ancora una volta non avesse una performance consona a quella di un presidente, improvvisata con frasi proco presidenziali, provocatorie nei termini e soprattutto nei significati istituzionali, ma così non è stato. Trump si è incontrato come tradizione con i giornalisti americani e ha detto, di cosa non avrebbe parlato durante il corso del suo discorso, poi mentre ritornava alla casa bianca, ha cambiato idea, dicendo “avevo detto ai giornalisti che non avrei parlato del muro e invece del muro io voglio parlare” e così è stato, Trump ritorna sui suoi passi riscrive quello che era il capitolo della storia.

Esemplificativo l’articolo di Usa Today che titola “Trump Redefines Republicans”, un titolo adatto a Trump perché si può definire un non repubblicano e neanche un democratico, dunque ridefinisce quello che è lo spirito dei repubblicani, per farla breve il presidente si mette all’apice di quello che ritiene essere un terremoto che sta facendo crollare quelli che sono i pilastri del paese, un grosso scrollone all’America proprio come si fa per un terremoto.

Passiamo al The Wall Street Journal che scrive “Trump Appeals for Unitny on Agenda” Trump si appella a quello che è lo spirito dell’unità Americana e ancora una volta questi sono i temi centrali, ritorno alla grandezza americana, riscrivere un capitolo della storia e riportare il paese all’unità che si è dispersa attraverso le faide, addirittura istituzionali all’interno di un congresso, un organo legislativo frammentario. Il The Wall Street Journal è l’unico giornale a parlare di quello che è rimasta una pagina poco visitata, fra tutti i commenti del post discordo di Trump, il giornale si riferisce a quella che potrebbe succedere nelle prossime ore, un novo intervento relativo al bando sull’immigrazione, ricordiamo che 7 paesi mussulmani, aveva detto Trump 5 settimane fa, si parla adesso che questo bando potrebbe in realtà investire 6 paesi incluso l’Iraq. Trump riscriverà questo provvedimento sull’immigrazione, per cercare di circonvenire quelli che sono stati gli ostacoli istituzionali, lo ricordiamo che questo ordine esecutivo di sicurezza così come era stato delineato, è stato bloccato in alcuni tribunali americani.

Il Daily News a tutta pagina titola “Don Hits Reset” Trump resetta tutto come un computer, le icone che si erano perse ricompaiono sul desktop.

The Washington Post evidenzia il concetto di frattura di lacerazione all’interno di un organo istituzionale come il congresso e Trump affronta un argomento che nessun presidente è mai riuscito ad affrontare in maniera complessiva, c’è stata una grossa moratoria durante la presidenza di Regan e ancora una volta durante la presidenza di Bush One, ma l’immigrazione non è mai stata toccata, anche perché c’è tanta ipocrisia con il rapporto che gli Stati Uniti hanno con l’immigrazione.

Chiudiamo questa rassegna stampa con il New York Post che scrive “Dream Bigly”, prendendo in giro nuovamente Trump per il suo lieve accento newyorkese che decisamente fa sorridere molti di noi che lo conoscono come un attore importante nella vita sociale americana.

Ma andiamo ad analizzare il discorso, Trump cambia tono si appella all’unità del paese, trasmette un messaggio di ottimismo ad una nazione divisa, esortandola a ritornare a sognare in grande. 70 minuti di un lungo discorso che inizia con una dura condanna sugli atti di anti semitismo che dilagano nel paese per poi declamare un’agenda ambiziosa.

Al centro la sicurezza nazionale usata come perno di ogni iniziativa che parte dalla costruzione del muro con il Messico. Una grande riforma sull’immigrazione, proponendo un sistema meritocratico per entrare in America nel rispetto delle leggi in difesa dei lavoratori statunitensi.

Solo pochi mesi fa Trump era un candidato provocatorio, oggi è un presidente che deve convincere, politici e società civili in questa nuova avventura, in grado di bai-passare vecchie logiche e antichi rancori nell’interesse di tutti.

Trump propone 5 punti per  modificare la riforma sanitaria di Obama, proteggendo però la salute di tutti gli Americani che non devono e non possono rinunciare all’assistenza sanitaria, esaltando l’opera delle grandi azienda come la Fiat Chrysler, punta poi ha riportare lavoro nel paese, propone investimenti per le infrastrutture pari a 1000 miliardi dollari e l’aumento del 10% delle spese alla difesa, un taglio alle tasse senza precedenti.

Riafferma l’impegno alla lotta contro il terrorismo che non rinuncia ha definire radicale e islamico, dichiarando il suo inequivocabile appoggio alla Nato. Un discordo mirato ha ribaltare l’indice di gradimento del presidente che dopo i primi sondaggi scatta subito al 78%, Trump chiude la serata in termini emotivi, onori alla vedova di Ryan Owens, soldato morto nello Yemen alla quale la platea regala lunghi applausi per onorare la morte di un eroe, ha detto Trump “scolpita nell’eternità”.

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