Il barometro Crif

By - Antonio
20 marzo 2017
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L’economia è in costante cambiamento e dunque bisogna sempre trovare nuovi metodi per cercare di incentivare il tutto. L’aggiornamento periodico del barometro Crif permette di capire al meglio le richieste dei nuovi mutui nel nostro paese. Prima di andare avanti è bene capire che cosa è un barometro crif: questo strumento serve per analizzare al meglio tutti i finanziamenti che vengono erogati nel nostro paese. Richieste e interrogazioni di valutazione dei crediti: in questo modo si riesce sempre ad avere chiaro il punto e a mantenere l’andamento costante di quello che succede sulla questione mutui. Questo strumento viene, come già detto, aggiornato periodicamente e tiene conto di molti fattori. Stiamo parlando delle somme erogate, ma anche del cliente e del suo profilo. Si pone l’accento anche sulla surroga del mutuo, ovvero il trasferimento che si ottiene da una banca ad un’altra per poter usufruire di un tasso vantaggioso. Questa scelta sembra essere tra le più diffuse. Ma in cosa consiste? In poche parole chi ha acquistato una casa e ha dunque acceso un mutuo, può richiederne la surroga, ovvero il passaggio da una banca ad un’altra proprio per usufruire di tassi vantaggiosi. Come già detto questa pratica, in base al barometro crif, rimane una delle più diffuse tra gli utenti. Un dato che influenza, ma comunque bisogna terne conto della diversa durata del mutuo surroga. Infatti gli importi sono sicuramente diversi ed inferiori dai mutui classici.

Si prende in esempio il periodo di gennaio 2017, che ha avuto una sostanziale inversione di tendenza rispetto la media. Infatti per quanto riguarda le richieste totali c’è stata una diminuzione rispetto alla fine del 2016. Il motivo di tale diminuzione potrebbe essere ricondotto a tanti fattori, tra cui la mancanza di una sicurezza economica ma anche determinate condizioni sociali impreviste che possono verificarsi ad inizio anno, come la scadenza di contratti a tempo determinato. Nel primo mese del nuovo anno c’è stata una richiesta media di 121.193 euro, a fronte dei 125.517 euro nel periodo di novembre 2016. Un calo che ancora deve essere spiegato dagli analisti, ma che comunque potrebbe non influenzare la seconda parte dell’anno. Se invece calcoliamo le fasce di prezzo l’andamento cambia totalmente. Prendiamo ad esempio la fascia di prezzo che va dai 75.000 euro ai 100.000 euro (ricordiamo che le cifre del mutuo vengono erogate in base a determinati fattori e variano da soggetto a soggetto). Le richieste sono in calo di ben nove punti percentuali rispetto alla fascia fino ai 150.000 euro. Tra la fascia superiore, che arriva fino a 300.000 euro, la percentuale si attesta intorno al 19%. Un dato da non sottovalutare visto che siamo in un periodo di totale recessione.

Andiamo invece ad analizzare il profilo del richiedente, che va a constatare l’età di chi va a richiedere il mutuo. Quasi assente la fascia dei neo maggiorenni, in quanto molti non hanno un impiego stabile o comunque decidono di proseguire il percorso di studi. In calo i clienti tra i 25 e i 34 anni: sono solamente il 23% dei richiedenti, due punti percentuali in meno rispetto allo scorso periodo di analisi. Tra i 35 e i 44 anni abbiamo un 35,7 %, un dato in linea con le scorse richieste: chi supera invece questa soglia, ovvwro i richiedenti il prestito dai 45 anni in su è aumentato di circa un punto percentuale. Lo scorso anno il numero si attestava intorno al 23%.

Il bollettino crif evidenzia anche la variazione degli anni del periodo di richiesta del mutuo. Questo dato permette di capire il comportamento del cliente, che in periodi di poca sicurezza evita di impegnarsi per molti anni. Ovviamente gli anni per rientrare dal mutuo sono molti di più rispetto ad un semplice prestito. Se prendiamo in analisi mutui che vanno dai sedici ai venti anni di durata avremo una percentuale maggiore. Sono questi i mutui che ricevono più richieste. Percentuale che diminuisce con l’aumentare degli anni: ovviamente tutti i clienti cercano di poter avere un mutuo che non supera le due decadi. In questo modo si ha dunque la percezione di tutta la natura delle richieste e ovviamente si avrà un quadro completo sul profilo del richiedente

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