Clare Waight Keller sfila per Givenchy

By - Antonio
9 ottobre 2017
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Il Palais de Justice di Parigi è stato teatro di uno degli eventi più attesi nel quadro della settimana della moda della capitale transalpina, ovvero la prima uscita di Clare Waight Keller sotto l’egida di Givenchy. La collezione uomo-donna da lei varata non ha tradito le attese e ha riscosso grandi consensi da parte del pubblico, tra il quale sedevano star come Julianne Moore e Cate Blanchett. Un dato confermato dagli addetti ai lavori, che non hanno mancato di sottolineare l’ottimo debutto del nuovo direttore creativo, che è riuscito a creare un ponte con l’estetica delle origini, quella delineata da Hubert De Givenchy.

In effetti le creazioni di Waight Keller hanno dato luogo ad un netto stacco con l’era contrassegnata da Riccardo Tisci, tornando ai codici del debutto, ovvero alla geometria con cui il fondatore della maison aveva consegnato al mito uno dei marchi più celebri in assoluto a livello globale.

La tavolozza cromatica limitata a bianco, rosso e nero, con qualche spruzzata di bordeaux hanno subito fatto capire la direzione intrapresa, ovvero la riscoperta delle radici, andandosi a mixare con volumi su cui la Waight Keller è riuscita a muoversi con la stessa maestria dimostrata nel corso dell’esperienza precedente, quella che l’aveva vista in forza a Chloè, il brand che le ha permesso di farsi notare nel mondo della fashion internazionale.

La linea maschile da lei presentata si muove su un versante classico che viene esaltato dai dettagli chic e dark, mentre nella parte riservata alla donna si fanno ammirare l’asimmetria delle gonne, gli abiti guarniti dalle rouches e i pantaloni in seta impreziositi dai dettagli in oro e dalle borchie, disseminate per aumentarne in modo esponenziale la personalità. Molto ammirati anche gli accessori, in particolare gli stivali e le micro borse, per i quali più di qualcuno si è lasciato andare a paragoni importanti.

Il risultato finale è stato sicuramente di rilievo, con una nota di merito per l’heritage, in cui la stilista ha pensato ad abiti corti dal taglio estremamente lineare, in cui i drappeggi e i fiocchi hanno voluto espressamente omaggiare Hubert de Givenchy, senza però rinunciare a dare un tocco moderno e personale alle creazioni, cercando anche di renderle adatte ad un pubblico più giovanile e sbarazzino.

Alla fine sono stati molti gli osservatori che non hanno esitato ad affermare il carattere di contemporaneità della nuova linea Givenchy, ma anche una certa delusione per la mancanza di una narrazione vera e propria, in grado di proporre lo stile degli inizi, adattandolo però al presente. Quello che è mancato realmente è stata la capacità di suscitare vera emozione, trasformando la sfilata in una sequenza di abiti che non sono però riusciti a creare la suggestione che in molti si attendevano. Il tempo per ovviare a questo parziale inconveniente, però, non manca e neanche i modelli cui attingere, considerato il generoso lascito del fondatore.

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