Anticipo pensionistico: prestito Inps da restituire in 20 anni

17 maggio 2017
Comments off.

I lavoratori con un’età di almeno 63 anni e che hanno raggiunto almeno vent’anni di contributi potranno accedere all’anticipo pensionistico a patto però di raggiungere i requisiti ordinari previsti entro tre anni e sette mesi.

Cosa è l’Anticipo pensionistico
E’ un prestito che viene erogato per dodici mensilità entrato in vigore dal 1 maggio scorso in via sperimentale e vi si potrà fare richiesta fino al 31 dicembre del prossimo 2018. La restituzione di esso avverrà poi mediante delle trattenute dirette sulla pensione in 260 rate per 20 anni. L’Ape ovviamente è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria che copre le spese in caso di morte del lavoratore-pensionando.

Chi può fare richiesta
Come abbiamo detto l’Ape (anticipo pensionistico) potrà essere richiesto da coloro che hanno raggiunto l’età minima per accedere alla pensione di vecchiaia (fino a dicembre 2018 si consegue a 66 anni e sette mesi). Può essere esercitato da coloro iscritti all’Inps a gestione separata dell’Inps ed a forme sostitutive della stessa.

I requisiti per accedere all’Ape
E’ consentita la richiesta non solo ai lavoratori che possono aderire all’Ape su base volontaria, ma anche a quattro categorie considerate come socialmente rilevanti:
La prima riguarda l’Ape per i disoccupati a seguito dell’interruzione del rapporto di lavoro per licenziamento, con dimissioni per giusta causa o rottura consensuale del rapporto. La seconda per coloro che assistono almeno da sei mesi il coniuge o un parente di primo grado con handicap grave accertato secondo le norme vigenti. La terza categoria è quella che si sono visti riconoscere l’invalidità civile per una percentuale superiore al 74%. Qui il requisito contributivo richiesto è di trent’anni mentre questa soglia si alza a 36 per quelli che svolgono da almeno sei anni in maniera continuativa un lavoro che richiede un impegno difficoltoso e rischioso.

Quando l’anticipo pensionistico?
L’anticipo pensionistico è sempre posticipato alla cessazione dell’attività lavorativa e l’importo emesso per 12 mensilità all’anno non può mai superare le 1.500 euro e sarà pari alla rata mensile della pensione calcolata nel momento della richiesta. Tale somma inoltre è incompatibile con i contributi previsti per lo stato di disoccupazione. E’ prevista l’interruzione dell’Ape nel caso in cui il beneficiario dovesse ottenere i requisiti per il pensionamento anticipato.

Comments

comments