101 Stratagemmi: il sito che aiuta il tuo sviluppo. L’intervista.

By - frank
13 ottobre 2017
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I 101 stratagemmi è un progetto editoriale di successo internazionale creato da due ingegneri studiosi di filosofie orientali e dedicato alla crescita personale, alla creatività, al life-hacking ed alla cultura della felicità, con una particolare attenzione verso tutti i nuovi modelli di economia, lavoro e pensiero che si stanno sviluppando grazie al digitale.

Abbiamo deciso di intervistarli perché rappresentano un approccio rivoluzione, interessante e operativo nel mondo dei motivatori, esperti di PNL, ecc. I 101 stratagemmi non sono la solita cosa, per questo fanno parte a pieno titolo delle “storie altre” che amiamo raccontare.

Parlateci del vostro progetto 101 stratagemmi, quando è nato? Perché è nato? Come si svilupperà?

Il progetto è nato nel 2011 a partire da un semplice insieme di appunti di un nostro amico laureato in lingue e letterature orientali.

Si trattava di appunti sul pensiero, sulle possibilità di affrontare i problemi, di leggere la realtà e di “domare” i propri demoni interiori e si rivelarono illuminanti: nonostante la crescente globalizzazione, in qualche modo essi rivelavano che molti stilemi e schemi di pensiero della letteratura orientale sono ancora parecchio differenti e contro-intuitivi all’interno degli “usuali” schemi di pensiero del mondo occidentale, morbosamente volti alla dicotomia ed alla classificazione “netta” delle cose intorno a noi.

Capimmo che quegli appunti potevano essere una sorta di bozza per costruire degli “eccellenti” strumenti cognitivi e strategici che semplicemente fungessero da “risolutori di problemi”.

Solo pochi mesi prima inoltre, un nostro amico comune, purtroppo, aveva da poco pensato a togliersi la vita, in una mattina di ottobre che non dimenticheremo mai. Per quanto fosse geograficamente lontano da noi e lo sentivamo sempre più raramente, quell’evento ci segnò profondamente e capimmo l’importanza del divulgare una letteratura semplice ed accessibile che aiutasse la gente a capire che c’è sempre un’opzione, c’è sempre una strada, c’è sempre un modo per andare avanti.

Da allora il progetto si è evoluto moltissimo, si è completato di ampie ricerche bibliografiche ed ha cominciato a toccare gli argomenti più disparati, dal calcolo rapido al potenziamento della memoria, sempre mantenendo il tema principale dell’aiutare il lettore a coltivare l’eccellenza, a puntare ad esprimere il proprio massimo potenziale e non scoraggiarsi mai di fronte alle difficoltà. Esso inoltre di recente ha subito una profonda ristrutturazione e si completerà costantemente di nuovi volumi, con una frequenza di uno o due volumi all’anno.

Tra formatori, coach, maestri di pnl sembra quasi che ci sia un inflazionamento dei temi che riguardano il self help.

Comprensibile visto che quasi nessuna scuola ci ha davvero insegnato gli strumenti strategici e cognitivi con cui aiutare noi stessi in situazioni di difficoltà. Il che, aggiunto ai chiari problemi di solitudine e comunicazione che affliggono famiglie e comunità odierne, ci fa capire perché esistano tanti titoli simili sul mercato: perché, di base, ce n’è bisogno.

Questo ovviamente può rappresentare un grosso problema, perché c’è molto cattivo self-help che non offre ai propri lettori strumenti “reali” e quindi in qualche modo “mette in cattiva luce” quello buono. Ma è giusto che ognuno pubblichi quello che sente di pubblicare. Deve essere il lettore, guidato da piattaforme come Amazon che offrono ottimi sistemi di valutazione delle opere in vendita, a discernere il buono dal cattivo.

Noi abbiamo notato nei vostri scritti un approccio diverso, una sorta di guida più razionale e meno motivazionale ed emozionale ai temi della persuasione e del miglioramento personale. E’ corretto?

calcolo mentale rapidoQuesto non è casuale. Abbiamo notato che molti scrittori di testi self-help italiani spesso puntano ad imitare “spartanamente” quelli americani. Questo non può funzionare all’interno della nostra cultura, tendenzialmente (e direi quasi giustamente) più diffidente nei confronti di slogan e mantra motivazionali “puri”.

D’altro canto la motivazione, l’allenamento all’autostima ed al problem solving non devono mai essere puro indottrinamento emozionale altrimenti rischiano di sfociare in un processo che potrebbe risultare sia violento che fragile; piuttosto, spiegando ad ogni lettore perché e come certi strumenti possono realmente aiutarlo in situazioni di difficoltà, è molto più certo che produrranno un cambiamento efficace, “armonico” e duraturo nel suo modo di approcciare i problemi.

Se urli a qualcuno di profondamente insicuro “tu sei speciale” per un’ora potresti anche convincerlo per un giorno o due, ma al primo problema che avrà probabilmente le sue insicurezze crolleranno di nuovo completamente, proiettandolo in uno stato peggiore di prima. Se invece gli spieghi perché è speciale, e come può applicare ciò che di speciale ha di fronte alle avversità, si può star certi che acquisirà con il tempo sempre maggior sicurezza.

In questo mondo tutto è persuasione, tutto è induzione alla nascita di desideri inimmaginabili, anche e soprattutto in un momento di scarsità delle risorse. Le persone come possono difendersi dai continui stimoli di marketing?

Un primo modo è decisamente attraverso lo studio e, pertanto, il raggiungimento della consapevolezza di come questi stimoli funzionino: chiunque dovrebbe studiare la persuasione oggigiorno, o quanto meno come la propria mente si relaziona di fronte a certi impulsi, per il puro e semplice fatto che è un primo, efficace modo per “immunizzarsi” di fronte ad essi. È come nei giochi di prestigio: quando sai il trucco, non meraviglia più.

Il secondo modo è decisamente nel riabituarsi a rallentare, a percepire e riflettere con più calma e raziocinio sugli stimoli che provengono dall’esterno: la frenesia del nostro mondo attuale ci porta ormai a processare in maniera sempre più “istintiva” e “nevrotica” le informazioni che provengono dall’esterno, dal computer, dallo smartphone, da questa o quella pubblicità. E questo è il miglior modo perché queste informazioni riescano a “penetrare” senza alcun filtro razionale nella nostra mente e, pertanto, a manipolare i nostri schemi di azione e di pensiero con estrema facilità.

Hai scritto svariati titoli per un pubblico attento ai temi della crescita personale, ad un neofita con quale libro consiglieresti di iniziare? Ad una persona che invece è ad un livello più avanzato?

rivoluzionario mentale“Base” e fondamento di tutta la collana secondo noi è “Piccola bibbia del rivoluzionario mentale”. Parte tutto da lì, dal comprendere e mettere in dubbio il nostro pensiero, per poi sfruttare questi dubbi per “ristrutturare” il modo in cui pensiamo e, pertanto, produrre un cambiamento in meglio che risulti reale, efficace e duraturo. Il lettore che voglia fare un primo passo nella nostra collana secondo noi dovrebbe decisamente partire da lì.

Per il resto non esistono libri veramente “avanzati” visto che ognuno parte dall’affrontare le basi del proprio argomento per giungere man mano al suo livello più avanzato nel corpo del testo stesso. Però per chi voglia avere un excursus completo nel mondo della crescita personale, con costanti riferimenti ad un grande classico cinese della strategia, consigliamo “I 36 stratagemmi della crescita personale”; in aggiunta ovviamente a “La bibbia del calcolo mentale rapido” che consideriamo tutt’oggi il libro più originale e forse “di valore” della nostra collana.

Dopo aver letto opere come le tue, il cervello è un ribollire di stimoli, ma talvolta non si sa da dove cominciare per “migliorarsi”. Tu cosa consiglieresti ad un tuo lettore per incanalare fin da subito tutta questa energia generata dai tuoi libri?

Se un libro provoca in te qualcosa, un impulso, uno stimolo al cambiamento vuol dire che allora la prima cosa da fare è capire dove si vuole che questo cambiamento “vada a parare”.

Il libro può darti un segnale, lanciarti un impulso che c’è qualcosa che non va o che tu voglia migliorare, ma la cosa successiva è capire cosa si vuole migliorare e dove. In questo senso consiglio sempre di porsi uno, ed un solo obiettivo. Qualcosa a cui si tenga realmente e che consista in un miglioramento reale delle condizioni di vita proprie e delle persone che si amano.

Dopodiché, come e dove utilizzare gli strumenti appresi nel libro in questione verrà da sé. E se questo obiettivo non è chiaro in un primo momento, tenere con costanza un diario in cui appuntare le proprie riflessioni può aiutare a scoprirlo.

Ultima domanda; si può essere felici in un mondo di m…? Se sì come?

mondo di merdaSi, ma ovviamente serve uno sforzo. Come diciamo nell’introduzione allo stesso libro “Come essere felici in un mondo di merda”, l’umanità ha passato epoche ben peggiori di quella in cui stiamo vivendo adesso, eppure la letteratura della ricerca di una condizione “superiore” e migliore è sempre esistita. Pertanto la chiave è nella provocazione data dal titolo del libro stesso: non dobbiamo mai imputare la nostra infelicità alla situazione del nostro mondo, dobbiamo sempre prendere ciò che di buono la nostra attuale epoca storica ci sta dando, come garanzie sulla nostra salute o sulla nostra istruzione ben maggiori rispetto a solo cento anni fa, essere onesti con noi stessi sui problemi interni ed esterni che ci affliggono e coltivare relazioni significative e profonde. In realtà non serve molto altro.

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